Articolo pubblicato nella newsletter di Investire al Sud del 30 novembre 2020

Gli strumenti di Finanza Agevolata come opportunità e vantaggi economici per un’impresa

30 novembre 2020
/ Giuseppe Guarini

Abstract

Per una moltitudine di imprenditori resistere in questi mesi difficili allo “tsunami” sanitario-economico in corso e provare a definire una strategia di breve-medio periodo è diventato un esercizio essenziale per la sopravvivenza della propria azienda. Il reperimento di risorse per finanziare spese immediate, supportare investimenti in essere e programmare nuovi progetti è un’esigenza fondamentale in questa fase storica.
Gli strumenti che potrebbero trasformare una tale crisi in opportunità concrete sono racchiusi nella “cassetta degli attrezzi” della Finanza Agevolata: la conoscenza di questi strumenti, il sapere come accedere e usufruirne rappresenterebbe un beneficio concreto per l’impresa.

L’emergenza epidemiologica in atto sta producendo effetti molto negativi sull’intero sistema produttivo globale, con scenari per il 2021 in cui si prospettano ulteriori perdite di diverse centinaia di miliardi per le imprese e di conseguenza di posti di lavoro, come evidenziato negli ultimi rapporti previsionali del Fondo Monetario Internazionale. Per fronteggiare quest’emergenza e ridurre in parte gli effetti negativi, le Istituzioni (di ogni livello) stanno riversando sul sistema economico un ammontare considerevole di risorse finanziarie: la Banca Centrale Europea sta immettendo tantissima liquidità nel sistema utilizzando diversi strumenti, uno di questi è l’introduzione di programmi pubblici di sostegno all’occupazione nel breve periodo, un altro è mettere il sistema bancario in grado di fornire alle imprese le risorse che consentano loro di continuare a pagare i salari e le altre spese.
Nel nostro Paese, dall’inizio della pandemia fino ad oggi, sono stati emanati un numero importante di Decreti (Cura Italia varato agli inizi di marzo 2020, Liquidità, Ristori, Ristori bis, Ristori ter ecc..) pari a oltre 100 miliardi di euro per immettere denaro nel sistema economico e intervenire con aiuti concreti sulle categorie produttive piu’ colpite. Una gran parte di questi strumenti che il legislatore sta mettendo a disposizione in particolare delle Imprese (e dei Liberi Professionisti) al fine di incentivare lo sviluppo economico e rafforzare il tessuto imprenditoriale, fa riferimento alla Finanza Agevolata.

A livello territoriale-provinciale, le Camere di Commercio hanno in questi mesi pubblicato una serie di bandi e strumenti pubblici (di ammontare finanziario “compatibile” con le loro entrate) a cui hanno potuto accedere le aziende aventi una vocazione spiccatamente territoriale e pertanto operanti in settori economici considerati “chiave” per il tessuto economico di quella specifica provincia o regione: dai “voucher” per sostenere e rafforzare le iniziative di digitalizzazione o per favorire l’avvio/sviluppo del commercio internazionale fino alla concessione di contributi a fondo perduto per l’abbattimento del tasso di interesse sui finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari. Di supporto le singole Regioni, mediante la pubblicazione di delibere/leggi/bandi pubblici, stanno provando anch’esse ad attuare politiche incisive di intervento a favore in particolare delle micro, piccole e medie imprese, gestendo risorse finanziarie di provenienza soprattutto comunitaria mediante i diversi Piani Operativi quali ad esempio il F.E.S.R., il F.S.E. o il P.S.R. in agricoltura.

Ulteriori attori decisivi in questo articolato sistema sono i Governi Nazionali mediante i diversi Ministeri (a partire dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia e Finanze) e le Agenzie qual è Invitalia, incaricata di sostenere lo sviluppo delle imprese puntando su settori strategici e rilanciando alcune aree di crisi soprattutto nel Mezzogiorno (a titolo esemplificativo con i Contratti di Sviluppo per sostenere gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale), e di gestire gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e di startup innovative. A tal fine alcuni strumenti che stanno ottenendo risultati positivi sono: RESTO AL SUD, che favorisce la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali con contributi a fondo perduto pari al 50% in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria), e SMART & START ITALIA, incentivo che sostiene la nascita e la crescita di startup innovative, finanziando progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro con un significativo contenuto tecnologico e innovativo. Per dare qualche numero concreto Resto al Sud, al 30 settembre 2020, ha erogato 199 milioni di euro finanziando 6.234 iniziative imprenditoriali e creando 23.663 posti di lavoro. Per quanto riguarda invece Smart&Start Italia, al 1° novembre 2020, sono stati concessi 382 milioni di euro finanziando 1.094 startup innovative con un numero di nuovi occupati pari a 6.566.

Come si comprende da questa breve panoramica gli strumenti di Finanza Agevolata sono tanti e differenti per caratteristiche e finalità; sarebbe opportuno una valutazione ponderata caso per caso al fine di utilizzare la misura piu’ adeguata per quella specifica esigenza aziendale. Il Policy Maker, rispettando normative e direttive comunitarie, può decidere di utilizzare un mix di agevolazioni a partire dal contributo a fondo perduto, finanziamento che prevede l’erogazione di un contributo in “conto capitale”, non sottoposto a restituzione rateale né ad interessi. Ad esso si potrebbe affiancare un finanziamento in conto interessi, sovvenzione per l’abbattimento del tasso d’interesse applicato dal soggetto finanziatore su un prestito, e/o un finanziamento agevolato, vale a dire un prestito di durata variabile concesso da un ente pubblico o da un istituto bancario a tassi e condizioni migliori rispetto a quelle standard di mercato. In ultima analisi è bene spendere anche qualche riga su uno dei pilastri del Recovery Fund italiano (in attesa della sua approvazione entro i primi mesi del prossimo anno): il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0.

Piano, con una dotazione di circa 24 miliardi di euro, che si pone la finalità di stimolare gli investimenti privati, e dare stabilità e certezza alle imprese con misure che hanno effetto a partire già da novembre 2020 fino a giugno 2023. Questo Piano inserito nella bozza di Legge di Bilancio 2021 (in questi giorni in Parlamento ha iniziato l’iter di valutazione per arrivare alla sua approvazione entro la fine dell’anno) identifica fondamentalmente tre componenti principali:

  • il Credito di Imposta per l’acquisto di Beni Strumentali,
  • il Credito di Imposta per gli investimenti in Ricerca-Sviluppo-Innovazione,
  • il Credito di Imposta Formazione 4.0.

Le novità piu’ significative introdotte (se verranno confermate) riguardano la decorrenza della misura, già a partire dal 16 novembre 2020, l’incremento dei tetti e delle aliquote e la durata della compensazione. A corredo di questo Piano, dovrebbe essere ri-prorogato anche per il 2021 il Credito di Imposta per investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno, pertanto un mix di strumenti e soluzioni da mettere in campo per nuovi progetti di investimento di medio periodo.

In conclusione con il propagarsi del Covid-19 la Finanza Agevolata è diventata un’opportunità ancora piu’ preziosa per le imprese, in un momento in cui conoscere le agevolazioni e i bandi attivi, e sapere come accedere a tali strumenti è diventato “cruciale” per resistere ad una crisi sanitaria-economica straordinaria.

Autore

Giuseppe Guarini

Potenza
Consulente in Finanza Agevolata e Innovazione Tecnologica
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