Articolo pubblicato nella newsletter di Investire al Sud del 14 dicembre 2020

REACT-EU: Conosciamo uno degli strumenti della Next Generation EU

/ Vito Angelo

Abstract

La Commissione Europea ha proposto lo strumento REACT-EU per sostenere i territori più colpiti dalla pandemia Covid-19. La sua finalità è fornire risorse aggiuntive ai programmi esistenti dei Fondi strutturali.
All’Italia sono destinati 10,6 miliardi di euro, le risorse aggiuntive di REACT-EU saranno versate agli Stati membri, che potranno decidere di realizzare nuovi programmi operativi nazionali o aggiungere risorse a programmi nazionali (PON) o regionali (POR) esistenti.

Nell’ambito del Piano europeo per la ripresa - Next Generation EU - la Commissione europea ha proposto lo strumento REACT-EU (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe), per sostenere i territori più colpiti dalla pandemia Covid-19. La sua finalità è fornire risorse aggiuntive ai programmi esistenti dei Fondi strutturali, facendo tesoro delle flessibilità introdotte nei primi mesi della crisi al quadro regolamentare della politica di coesione. Lo strumento è volto a sostenere l’occupazione, rafforzare i sistemi sanitari e aiutare le imprese e il sostegno sarà fornito ai diversi settori economici, compresi turismo e cultura.

Secondo gli ultimi sviluppi del negoziato in corso relativo al Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e al “pacchetto Recovery”, REACT-EU disporrebbe di circa 47,5 miliardi di euro di finanziamenti, dei quali 37,5 per il 2021 e 10 miliardi per il 2022, che potranno essere aggiunti ai programmi 2014-2020 esistenti afferenti al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo (FSE), all’Iniziativa per l’occupazione giovanile, al Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e anche alla Cooperazione territoriale europea (CTE). All’Italia, sono destinati 10,6 miliardi di euro, quasi il 30% del totale delle risorse, ed è il primo beneficiario seguito da Spagna (con 10,2 miliardi), Francia (2,9 miliardi) e Germania (1,7 miliardi).

Le risorse aggiuntive di REACT-EU saranno versate agli Stati membri, che potranno decidere di realizzare nuovi programmi operativi nazionali o aggiungere risorse a programmi nazionali (PON) o regionali (POR) esistenti. La grande novità è che la Commissione europea non ha preassegnato le risorse sulla base delle categorie di regioni, né raccomandato una gestione centralizzata o regionale.

I Paesi con tassi di disoccupazione giovanile superiori alla media dell’UE, come l’Italia, dovranno destinare almeno il 15% delle risorse al sostegno dei giovani. Le risorse dovrebbero essere impiegate anche per investire nella transizione verde (indicativamente per il 25%; limite non vincolante) e digitale.

Tre diverse programmazioni saranno quindi in corso all’inizio del 2021: l’attuale programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali, l’avvio della programmazione 2021-2027 e REACT-EU, a cui si aggiungono i fondi previsti dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF). I diversi fondi dovranno essere programmati in modo da essere tra loro complementari e operare in sinergia, evitando sovrapposizioni, attraverso un sistema di governance chiaro e efficace.

La sfida – e la scommessa – che adesso si pone dinanzi a decisori politici e progettisti per uscire dalla crisi è tutta nel saper utilizzare questi fondi, evitando gli sprechi e le diseconomie che finora, in alcuni casi, hanno frenato l’efficacia degli interventi nel passato.

Autore

Vito Angelo

Trapani
Progettazione Europea e Finanza agevolata | Co-fondatore di Scarabeolab.it
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