Comunicazione d’impresa nelle piccole e medie realtà
22 febbraio 2021
/ Francesca GresiaAbstract
Il 2020 ha costretto molte piccole e medie imprese ad accelerare scelte di comunicazione e di vendita per adeguarsi alle richieste di un mercato completamente stravolto dalla pandemia. Ma quante di queste scelte sono state effettuate considerando la mission e la vision aziendale? Quante piccole e medie imprese hanno condiviso determinati cambiamenti con il proprio tessuto interno?
Nell’anno della pandemia da Covid 19 sono aumentate le imprese che si sono dotate di un e-commerce e hanno deciso di comunicare con i clienti in maniera differente, spesso mediante l’apporto digital e le sue strategie. Ma quante piccole e medie imprese hanno iniziato a prestare maggiore attenzione alla loro comunicazione d’impresa? Spesso si tende ad associare la comunicazione d’impresa con tutto ciò che concerne il marketing digitale ma ci si dimentica che quest’ultimo costituisca di fatto solo uno dei suoi aspetti principali.
Considerate le differenti accezioni e sfaccettature che la comunicazione d’impresa ha assunto nel tempo, risulta difficile individuare una definizione univoca. La distinzione tra comunicazione interna, esterna e relazioni pubbliche ha da sempre costituito però un utile canovaccio per individuarne gli obiettivi principali.
In primis la costruzione e la diffusione di un’immagine aziendale e di un’identità, un lavoro costante sulla vision e sulla mission aziendale che coinvolga tutti i livelli, soprattutto il tessuto interno. La condivisione dei valori aziendali, dei suoi obiettivi dovrebbe essere parte integrante dell’attività lavorativa, il coinvolgimento attivo di chi contribuisce giorno dopo giorno alla crescita aziendale diventa fondamentale affinché la vision non venga trascurata ma trovi piena realizzazione nelle attività interne e nelle relazioni esterne che gli stessi lavoratori possono intrattenere. Un aspetto, quest’ultimo, a volte trascurato nelle piccole e medie imprese dove il tessuto lavorativo non viene adeguatamente coinvolto a discapito della crescita aziendale. Una buona comunicazione interna, infatti, può modificare il vissuto dei membri dell’organizzazione stessa creando una migliore qualità del lavoro, può far comprendere ai dipendenti gli obiettivi che si intendono perseguire e far loro capire come, senza la diretta partecipazione di ciascuno, ogni investimento sia inevitabilmente destinato al fallimento.
Non possiamo, infatti, dimenticare che il valore d’impresa non è costituito solo dal capitale economico dell’attività ma anche da tutte le esternalità positive che hanno le sue attività. E’ questo un altro dei compiti principali della comunicazione d’impresa, rendere esplicito e visibile il valore d’impresa. Un obiettivo arduo che può essere raggiunto solo se le attività di comunicazione interna ed esterna continuano a correre in maniera parallela e se tutto si integra con le attività di relazione esterna. Le relazioni, infine, sono il terzo obiettivo principale della comunicazione d’impresa, perfezionare quelle che l’impresa detiene con il mondo esterno e con quello interno.
E’ evidente che le attività di comunicazione d’impresa non possano essere considerate singolarmente ma tendano quotidianamente ad essere interconnesse tra di loro. Già nel 2000 Invernizzi aveva definito un paradosso la distinzione netta tra i tre settori della corporate communication, evidenziando la necessità di una comunicazione integrata dove le singole iniziative siano coerenti e sinergiche tra di loro.
Una comunicazione che potrebbe non essere sufficiente dopo gli stravolgimenti determinati dal Covid19. In questo anno di pandemia, infatti, è emerso quanto la comunicazione non possa più essere intesa come amplificazione ma come essenza stessa delle attività d’impresa. Nella nuova modalità onlife, infatti, si tende a parlare di comunicazione integrante dei progetti aziendali. Una sfida importante soprattutto per le piccole realtà che potrebbero far comprendere il loro valore aggiunto e distinguersi dalla massa.
Francesca Gresia
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